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	<title>CampaniaArtMagazine &#187; grappa</title>
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	<description>Rivista Arte e Cultura della Campania</description>
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		<title>Grappa:Innanzitutto un fatto di stile</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-258" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/cotta-delle-vinacce-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" />La grappa è un’acquavite unica al mondo ed esclusivamente italiana che si ricava dalle bucce degli acini d’uva separate dal mosto o dal vino al termine della fermentazione alcolica.Questo fatto ne determina in modo inequivocabile il carattere,la storia,la tecnologia,la difficoltà nella produzione e quindi la preziosità.La grappa ha quindi il privilegio di essere ricavata dalla parte più aromatica dell’acino d’uva:la buccia,ma sopporta parallelamente gli oneri di una materia prima difficilissima da conservare e parimenti ostica da distillare.<span id="more-257"></span>Per questo in un bicchierino di grappa ,è racchiusa un’arte antica in continua evoluzione,un’arte capace di riportare immediatamente alla natura,alla civiltà rurale,al vigneto e al ribollire dei tini. Ma cos’è veramente la grappa secondo la legge:è una bevanda spiritosa ottenuta da vinacce italiane fermentate e distillate direttamente mediante vapore acqueo oppure dopo l’aggiunta di acqua e con eventuale aggiunta di feccia,quest’ultimo  componente che rientra per un massimo del 25% è molto importante per rafforzare i profumi del prodotto.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-259" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/distilleria-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />La grappa denominazione solo italiana, quando esce dall’alambicco è bianca,pura, non a caso è definita <strong>acquavite</strong> ,proprio per la sua purezza ,franchezza, è deve essere brillante,una lieve velatura è sintomo di qualche imperfezione nella distillazione.E’ definita <strong>giovane</strong> se ha questi requisiti e può essere bevuta già dopo qualche mese,è considerata <strong>affinata in legno</strong> se rimane nei contenitori dai 6 ai 12 mesi a maturare,abbiamo poi <strong>le invecchiate o vecchie</strong> se rimangono nelle botti per un minimo di 12 mesi,infine abbiamo la <strong>stravecchia o riserva</strong> in cui la grappa rimane per un minimo di 18 mesi in botte di legno.Altra categoria molto apprezzata sono le grappe <strong>aromatizzate</strong>,cioè quelle grappe a cui per infusione sono state aggiunte degli aromi di erbe,spezie o altro.L’invecchiamento della grappa è considerato solo il periodo di permanenza in legno ,in cui essa subisce numerose modificazioni grazie alla cessione di sostanze nobili da parte del legno e ad una serie di reazioni chimiche che nel tempo si hanno,arrotondando anche le spigolosità che una grappa giovane all’inizio  può avere.I legni usati per le botti, normalmente ,sono il <strong>rovere francese,</strong>ma si usano anche il frassino,il gelso,il melo,il ciliegio,il mandorlo ecc.questi legni oltre agli aromi,danno anche il colore ,ecco perchè le invecchiate hanno sempre un colore diverso.Questa è la grappa, un miracolo , un’arte e una tradizione tutta italiana,nata dalla Scuola Medica Salernitana esportata al Nord e perfezionata.</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
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