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	<title>CampaniaArtMagazine &#187; Arte</title>
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	<description>Rivista Arte e Cultura della Campania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 21 Jan 2011 18:06:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L’Alzheimer sposa l’arte al bar degli Artisti</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 15:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>safranchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
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		<description><![CDATA[A partire da domenica 12 dicembre 2010 il bar degli Artisti (Corso Garibaldi, Portici) ospiterà i quadri di Maria Ciardiello, pittrice outsider torrese. L’iniziativa è promossa dall’Asl Napoli 3 Sud, dal laboratorio artistico “I Vesuviani”, dalla cooperativa “Nuova SAIR” e dall’associazione culturale “Hobbisti Millemani”. L’artista, Maria Ciardiello, è un’ospite del centro geriatrico “Villa delle Terrazze”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-564" title="caffè artisti" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/12/caffè-artisti-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />A partire da domenica 12 dicembre 2010</strong> il bar degli Artisti (Corso Garibaldi, Portici) ospiterà i quadri di Maria Ciardiello, pittrice outsider torrese. L’iniziativa è promossa dall’Asl Napoli 3 Sud, dal laboratorio artistico “I Vesuviani”, dalla cooperativa “Nuova SAIR” e dall’associazione culturale “Hobbisti Millemani”. L’artista, Maria Ciardiello, è un’ospite del centro geriatrico “Villa delle Terrazze”, all’interno del quale è nato il laboratorio “I Vesuviani”, dove i malati di Alzheimer sono coinvolti in attività artistiche. Una mostra di quadri che parlano agli occhi di esistenze importanti, di vite sofferte, ma ancora significative. Quella di Maria Ciardiello è una pittura informale, un&#8217;arte libera di esplorare nuovi materiali, che rompe con la tradizione, svincolata da forme riconoscibili. La tecnica utilizzata è mista: colori, stoffe, colle, sostanze chimiche s&#8217;incontrano sul terreno della sperimentazione. Il viaggio tra i colori e gli schizzi della Ciardiello sarà accompagnato dalla musica di Genny Imparato, giovane ma promettente trombettista. Inoltre, durante il vernissage saranno letti dalla giovanissima attrice Anna Chiara D’Auria alcuni pensieri degli ospiti di Villa delle Terrazze. Parole che colorano la bocca di chi le pronuncia e le orecchie di chi le ascolta, a volte frammentate, a volte comiche, a volte dirompenti, pensieri che segnano il percorso doloroso della dimenticanza.<br />
L’<strong> Alzheimer</strong> è un processo degenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello. E&#8217; una malattia che colpisce la memoria e le funzioni mentali (il pensiero, il linguaggio, etc.), ma può causare anche problemi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Il laboratorio artistico “I Vesuviani” è nato per far comprendere a tutti che Villa delle Terrazze non è un luogo dove è possibile congelare un problema, fisico o psichico, ma un posto dove trasformare un disagio in voglia di fare, nel desiderio di stare insieme, di confrontarsi, di continuare a vivere la vita con tutte le sue opportunità. La fantasia pittorica vivifica continuamente, preserva quanto va incontro alla degenerazione, porta a sperimentarsi nel mondo del colore e aiuta a sciogliere le proprie rigidità.<br />
I quadri rimarranno in esposizione fino al 9 gennaio. Il vernissage inizierà alle ore 20. I proventi derivanti dalla vendita delle opere saranno interamente investiti nell’acquisto di materiali per il laboratorio artistico “I Vesuviani”.</p>
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		<title>Caccia al tesoro nei musei della Campania</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 11:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[archeologica]]></category>
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		<description><![CDATA[La Regione Campania, in collaborazione con la Rai, l’Ufficio Scolastico Regionale e le Soprintendenze dei Beni Culturali e Paesaggistici della Regione, dà vita a “L’opera misteriosa” un’originalissima caccia al tesoro nei musei della Campania che si terrà dal 20 ottobre al 14 novembre 2010 Il gioco si articola in quattro gare settimanali e consiste nell’individuare cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="aligncenter size-medium wp-image-503" title="proculo" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/10/proculo-300x191.jpg" alt="Proculo arte campania" width="300" height="191" />La Regione Campania, in collaborazione con la Rai, l’Ufficio Scolastico Regionale e le Soprintendenze dei Beni Culturali e Paesaggistici della Regione, dà vita a “L’opera misteriosa” un’originalissima caccia al tesoro nei musei della Campania<strong> che si terrà dal 20 ottobre al 14 novembre 2010</strong></div>
<div>Il gioco si articola in quattro gare settimanali e consiste nell’individuare cinque opere d’arte, reperti archeologici, oggetti ecc., dei quali il Portale dei beni e delle attività culturali della Campania <a href="http://www.culturacampania.it/">www.culturacampania.it</a> presenta un dettaglio, insieme all’indicazione del museo (o area archeologica, chiesa, palazzo storico) in cui l’opera si trova. Sarà interessante valutare lo svolgimento dell&#8217;evento particolarmente adatto ai giovani che desiderano avvicinarsi all&#8217;arte, per conoscere quali impressionanti segreti e fascino nasconde. Ogni settimana esattaemte il Mercoledì saranno indicati attraverso il portale dei bene culturali almeno 25 particolari ( cinque dettagli per ciascun museo delle diverse  province). I aprtecipanti dovranno recarsi in uno dei 5 musei per poter individuare nell&#8217;opera i dettagli pubblicati sul portale. Tutti gli studenti che desiderano partecipare alla caccia al tesoro dovranno compilare un modulo che è sempre possibile scaricare dal portale dei beni cuturali. A questa verranno inviate tramite email login e password per accerede al portale e prendere parte al gioco. Le risposte degli iscritti,per l&#8217;opera misteriosa possono essere inviate tramite internet nell&#8217;apposita sezione del portale. Naturalmente vince chi ha fatto il maggior punteggio. Vi sono premi settimanali e il premio finale per chi si aggiudica il torneo. Allora forza, accresciamo la nostra cultura sprigioniamo la nostra curiosità e che vinca il migliore.</div>
<div><strong>Roberto Vodini</strong></div>
<p>[print_link] </p>
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		<title>Boom di visitatori a Pompei</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 12:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Migliora il trend: più 12% nei primi sei mesi del 2010 per gli scavi di Pompei. Un assoluto successo, ad iniziare in particolare dal mese di giugno, la presenza dei visitatori collegata alle iniziative di &#8216;Pompeiviva&#8217;.Tra quelle più frequentate dalle famiglie il percorso ciclo pedonale &#8216;Pompei bike&#8217; che si snoda lungo il sentiero verde delle mura. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-445" title="pompei_scavi" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/pompei_scavi.jpg" alt="Pompei scavi" width="363" height="222" />Migliora il trend: più 12% nei primi sei mesi del 2010 per gli scavi di Pompei.<br />
Un assoluto successo, ad iniziare in particolare dal mese di giugno, la presenza dei visitatori collegata alle iniziative di &#8216;Pompeiviva&#8217;.<span id="more-440"></span>Tra quelle più frequentate dalle famiglie il percorso ciclo pedonale &#8216;Pompei bike&#8217; che si snoda lungo il sentiero verde delle mura. In particolare è stato necessario aumentare il numero di biciclette a disposizione gratuita dei turisti. Molte richieste anche per le visite didattiche alle case di Giulio Polibio e Casti Amanti, raggiungibili anche con il percorso facilitato &#8216;friendly Pompei&#8217;.<br />
Tutto esaurito nei fine settimana anche per le passeggiate notturne delle Lune di Pompei.</p>
<p>Gli Scavi di Pompei confermano  dunque il trend turistico positivo del 2010 con un autentico boom di visitatori anche nel week end di ferragosto:   + 9.41 % rispetto allo scorso anno, confermandosi una meta culturale che non conosce crisi. Da venerdì 13 agosto a domenica 15 agosto si sono infatti registrate, nel solo sito di Pompei  26.348 presenze. Un successo che ha  fatto da traino  anche per gli altri siti vesuviani (Ercolano, Oplonti e l’Antiquarium di Boscoreale) dove si è registrato nel fine settimana complessivamente un  significativo + 8.67 % rispetto al 2009.</p>
<p>Con  il 24 agosto, l&#8217;anniversario dell’eruzione, sono tornati negli scavi di pompei, i<span>l boato del vulcano, la tempesta, il mare, il vento, i versi degli  animali:  i rumori dell&#8217;eruzione per ricordare l’eruzione del 24 agosto del 79 d.C, i visitatori sono stati invitati a &#8216;L&#8217;eruzione pliniana&#8217;, un evento speciale con una suggestiva installazione sonora.  I Pompeiani si protessero nelle case o provarono a scappare, camminando sul letto di pomici alto più di 2 m. Alle 7.30 del 25 agosto, gas tossici e cenere ardente si abbatterono sulla città, rendendo vano ogni tentativo di fuga, come testimoniano i calchi dell&#8217;Orto dei Fuggiaschi, uno degli scenari dell&#8217;evento.</span></p>
<p><span>La performance, (replica alle ore 16.00 dello stesso 24 agosto, nessun costo aggiuntivo al prezzo del biglietto) è  stata promossa dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e dall’ex Commissario Delegato per l’Emergenza, Marcello Fiori, nell&#8217;ambito del programma PompeiViva, ed è  stata prodotta dall’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Per la prima volta i visitatori hanno assistito ad un’opera sonora che ha riproposto l’evento catastrofico sia sotto l’aspetto naturalistico, con una suggestiva  &#8217;trascrizione&#8217;  dell’accaduto, che narrativo. In programma infatti vi è stata anche la lettura di brani estratti dagli scritti dell’archeologo Amedeo Maiuri  letti dall&#8217;attrice Francesca Puglisi. L&#8217;ideazione de &#8216;L&#8217;eruzione pliniana&#8217; è stata di Claudio Rodolfo Salerno.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ancora una volta la curiosità, l&#8217;amore per l&#8217;arte e la storia ha attratto con un vero successo migliaia di persone per ammirare e rivivere gli ultimi giorni della città di Pompei.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Roberto Vodini</strong></span></p>
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		<title>Cammei italiani, Vere opere d’arte in miniatura.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vipalmieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte antica]]></category>
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		<category><![CDATA[cammei Torre del Greco]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo venuti a Torre del Greco, cittadina che si affaccia sul golfo di Napoli, per vedere come nasce uno dei prodotti di artigianato tipici di questa parte d’Italia. Stiamo parlando dei cammei: gioielli ricavati da conchiglie. Visiteremo una delle molte botteghe in cui si producono questi gioielli, ma prima forse volete sapere qualcosa sui cammei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-395" title="arte cammei" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/arte-cammei-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">Arte del Cammeo</p></div>
<p>Siamo venuti a <strong><em>Torre del Greco</em></strong>, cittadina che si affaccia sul golfo di Napoli, per vedere come nasce uno dei prodotti di artigianato tipici di questa parte d’Italia. Stiamo parlando dei cammei: gioielli ricavati da conchiglie. Visiteremo una delle molte botteghe in cui si producono questi gioielli, ma prima forse volete sapere qualcosa sui cammei e sulla loro lunga storia.<span id="more-389"></span></p>
<p>I CAMMEI sono gemme, pietre dure o conchiglie lavorate a rilievo. Agata, onice, sardonica e certe conchiglie si prestano particolarmente a questo tipo di lavorazione, in quanto presentano strati di vari colori che permettono di ottenere piacevoli contrasti. Si dice che la tecnica utilizzata per incidere i cammei sia la stessa che si usa per i bassorilievi, solo in miniatura.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-397" title="cammeo 2" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/cammeo-2.jpg" alt="cammeo" width="118" height="160" />Molti cammei in gemme o pietre dure sono sopravvissuti dall’epoca persiana e greco-romana, a riprova della popolarità di cui godevano nell’antichità. I cammei in conchiglia sono più recenti. La madreperla si lavorava in Francia, in Germania e nelle Fiandre durante il XIV e il XV secolo. A quanto pare, gli oggetti in conchiglia erano molto apprezzati presso le ricche e sofisticate corti francesi. I grandi viaggi di scoperta effettuati in quegli anni fecero giungere in Europa materiali rari ed esotici: giganteschi gusci di tartaruga, denti di narvalo, giada, ambra e strane conchiglie. Questo ravvivò l’interesse per la storia naturale e stimolò l’immaginazione di abili artigiani, gioiellieri e incisori. Fu probabilmente nel XVI secolo che si scoprì che le conchiglie dei generi Cypraea e Cassis sono particolarmente adatte per ricavarne cammei.</p>
<p>Nel cosiddetto periodo neoclassico ci fu un risveglio dell’interesse per l’arte antica e durante il XVIII secolo fiorì la produzione di cammei in conchiglia, nonostante alcuni li considerassero semplici imitazioni a motivo del valore inferiore delle conchiglie rispetto alle gemme. Da allora il numero dei centri in cui si producono cammei è andato diminuendo. Attualmente quest’arte sopravvive in due città: a Idar-Oberstein, in Germania, centro specializzato nella lavorazione meccanizzata dell’agata, e a <strong><em>Torre del Greco</em></strong>, in Italia, dove si continuano a produrre artigianalmente cammei in conchiglia.</p>
<p>Ora che sappiamo qualcosa di più sui cammei, andiamo a vedere come nascono i moderni cammei in conchiglia.</p>
<p>Nella bottega di un artigiano,</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-396" title="cammeo 1" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/cammeo-1.jpg" alt="" width="258" height="266" />La bottega che visiteremo si trova in una stradina del centro di <strong><em>Torre del Greco</em></strong>. Il banco di lavoro dell’artigiano è ingombro di attrezzi e cammei in diversi stadi di lavorazione. Rimaniamo senza fiato di fronte alla bellezza del pezzo che sta rifinendo: una complessa scena pastorale con diverse figure.</p>
<p>Le conchiglie con cui si producono i cammei arrivano dalle Bahama, dalle Antille e dalle coste dell’Africa orientale. Conchiglie diverse danno cammei con colorazioni diverse. Ad esempio, i cammei incisi su Cassis madagascariensis (nota comunemente come “sardonica”) hanno figure bianche su sfondo marrone; quelli su Cypraecassis rufa (detta “corniola”) hanno sfumature rossastre più o meno scure. I cammei più preziosi sono quelli che presentano un maggiore contrasto cromatico.</p>
<p>Il primo passo consiste nel tagliare la “coppa” — la parte della conchiglia che verrà usata — con una sega a disco raffreddata ad acqua. La forma dei cammei da ricavare, in genere ovale o rotonda, viene tracciata sulla superficie interna della “coppa”, la quale viene poi tagliata in pezzi poligonali più piccoli. In genere, da una conchiglia di media grandezza è possibile ricavare solo un cammeo grande e due piccoli. Ci vuole un occhio esperto per valutare il potenziale di ciascuna conchiglia, ovvero per stabilire dove effettuare i tagli. Se un pezzo presenta tre sporgenze (“bozzi”) sulla superficie esterna, ad esempio, può darsi che vi si possano incidere tre figure. Una volta tagliato, ogni pezzo viene portato alla forma desiderata con una mola. Fatto questo viene fissato su un bastoncino di legno, così da essere più facilmente maneggiabile, e lo strato più esterno e irregolare viene rimosso portando il frammento di conchiglia al giusto spessore. A questo punto l’artista trae ispirazione dalla forma del pezzo per scegliere il soggetto da incidere. Traccia sulla superficie un rapido schizzo a matita e comincia il suo lavoro.</p>
<p>Il materiale in eccesso viene eliminato con una piccola fresa: un trapano elettrico con una punta abrasiva. Una volta sbozzata la figura nei suoi volumi essenziali inizia l’incisione a mano con una serie di strumenti affilatissimi di varie dimensioni detti bulini. La figura va realizzata alla giusta profondità, proprio dove la conchiglia cambia colore e diventa scura. Incidendo a diverse profondità, l’artista può dare l’impressione che ci siano veli trasparenti. Alla fine una figura ricca di dettagli si staglia in rilievo su uno sfondo scuro!</p>
<p>La scelta dei soggetti è infinita. Forse avete visto cammei con un profilo femminile: un classico. Minuscoli cammei con profili di volti o fiori vengono montati su anelli e orecchini. Cammei più grandi, del diametro fino a 7-8 centimetri, vengono usati per spille o pendenti e i soggetti incisi possono essere più complessi: paesaggi e scene pastorali o del repertorio classico.</p>
<p>I più grandi in assoluto, che raggiungono anche i 20 centimetri, possono essere incorniciati o montati su piedistalli. Il loro valore non dipende solo dalle dimensioni e dai materiali usati per la montatura, ma anche e soprattutto dalla lavorazione e dalla cura con cui sono stati prodotti. Alcuni sono vere e proprie opere d’arte.</p>
<p>Visto che l’artigiano segue e deve sfruttare le irregolarità del materiale su cui lavora per produrre il pezzo finito, non sarà mai possibile meccanizzare la produzione dei cammei in conchiglia e non ne esisteranno mai due esattamente identici. Si tratta davvero di ornamenti unici e affascinanti: vere opere d’arte in miniatura.</p>
<p><strong>Vincenzo Palmieri</strong></p>
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		<title>ArtèNot 2010 Rassegna Artistica a Quadrelle (AV)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 11:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte a Quadrelle]]></category>
		<category><![CDATA[arte e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa  l’ VIII edizione della Rassegna artistica e culturale ArtèNot Organizzata dal Comune di Quadrelle (Av) in collaborazione con &#8220;ArtèNot&#8221;, Associazione Artistica e Culturale, la quale ha avuto luogo nel centro storico della piccola cittadina di Quadrelle, dal 27 al 29 agosto 2010. Lasciando inalterato il suo carattere di Rassegna rivolta all’arte nelle sue più variegate forme, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_345" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-345" title="artenot" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/artnot-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Foto Roberto Vodini</p></div>
<p>Si è conclusa  l’ VIII edizione della Rassegna artistica e culturale ArtèNot Organizzata dal Comune di Quadrelle (Av) in collaborazione con &#8220;ArtèNot&#8221;, Associazione Artistica e Culturale, la quale ha avuto luogo nel centro storico della piccola cittadina di Quadrelle, dal 27 al 29 agosto 2010. Lasciando inalterato il suo carattere di Rassegna rivolta all’arte nelle sue più variegate forme, questa nuova edizione ha visto l’introduzione di nuovi momenti, nuove collaborazioni e ripreso vecchi motivi che hanno caratterizzato il processo di ricerca che ha condotto ad ArtèNot, “Memorie Quadrellesi”.<span id="more-336"></span></p>
<p>Frutto di varie collaborazioni e un intenso lavoro d’equipe, questa VIII edizione ha dato dimostrazione della crescita e della maturità della Rassegna ArtèNot che aspira ancora a diventare momento accentratore di arte e cultura d’oltre confine. Superare i confini della conoscenza locale acquisita con la ricerca,  per scoprire nuove realtà, accomunandole alle nostre per umili origini, profondi messaggi, armonia degli incontri.</p>
<p>Scopo dell&#8217;VIII edizione la riscoperta delle &#8220;Memorie Quadrellesi&#8221;, un viaggio attraverso i costumi, i saperi e i mestieri di un tempo. Le attività si sono svolte sin dal mattino con il progetto &#8220;Antichi Sentieri&#8221;, un&#8217;escursione alla riscoperta dei tratturi del Parco Partenio grazie al contributo del Club Alpino Italiano sezione di Avellino, per poi continuare con &#8220;RetroRunning&#8221;, corsa all&#8217;indietro organizzata in collaborazione con il Gruppo Podistico del Baianese.  E&#8217; stata presente una delegazione giunta dalla cittadina maltese di Gharb, gemellata con Quadrelle, la quale si è esibita  in costume con canti e balli folkloristici. Sono stati premiati i vincitori dei bandi artistici indetti dall&#8217;organizzazione, rispettivamente il premio &#8220;Fotografa il tuo territorio montano&#8221; per la sezione fotografia, il &#8220;Premio Poesia Andrea Mattis&#8221; per la sezione scrittura e il &#8220;Premio ArtèNot&#8221; per la sezione arte, incontri che si confermano ogni anno un momento cruciale della Rassegna, capaci di coinvolgere artisti di fama nazionale e internazionale.</p>
<p>Durante le tre serate della rassegna, si sono viste esposizioni di pittori, scultori, ceramisti, artigiani, fotografi, installatori, nonché proiezioni video. Infine, dislocati lungo il centro storico, erano presenti vari punti enogastronomici dove è stato possibile degustare  pietanze tipiche locali.</p>
<p><strong>Roberto Vodini</strong></p>
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		<title>Il &#8220;ME&#8221; di Tiberio Gracco in mostra a Palazzo Pepe di Agropoli</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 11:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[eruzione del vesuvio]]></category>
		<category><![CDATA[scultura Tiberio Gracco]]></category>
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		<description><![CDATA[   Il Belvedere di Palazzo Pepe, meglio conosciuto come Piazza d’Arte, nello splendido scenario del centro storico di Agropoli, ospiterà, l’opera di Tiberio Gracco dal titolo “Me”. L&#8217;opera sarà esposta dal 13 al 23 agosto 2010 al anche al Castello di Agropoli (Sa) e Dal 25 al 30 agosto al Palazzo Vargas Fondazione Gian Battista [...]]]></description>
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<div id="attachment_303" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-303" title="me di Tiberio Gracco" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/me-300x207.jpg" alt="me di Tiberio Gracco" width="300" height="207" /><p class="wp-caption-text">Design foto Roberto Vodini</p></div>
<p> Il Belvedere di Palazzo Pepe, meglio conosciuto come Piazza d’Arte, nello splendido scenario del centro storico di Agropoli, ospiterà, l’opera di Tiberio Gracco dal titolo “Me”. L&#8217;opera sarà esposta dal 13 al 23 agosto 2010 al anche al Castello di Agropoli (Sa) e Dal 25 al 30 agosto al Palazzo Vargas Fondazione Gian Battista Vico a Vatolla (Sa) .</p>
<p>Così analizza l’opera Antonella Nigro, quale critico d’arte : “La scultura, un nudo accovacciato a grandezza naturale, costituisce l’assunto della ricerca dell’artista. Il “Me”, per fattura e plasticità, rievoca i famosi calchi pompeiani che mostrano, in maniera più che realistica, gli ultimi istanti di vita degli abitanti della città sorpresi nel sonno dall’eruzione del Vesuvio.<span id="more-301"></span> Da questo punto di vista, risulta assolutamente in linea con gli studi di Tiberio Gracco, nativo di Pompei, sull’antichità, sulla storia, sull’arte del luogo. Naturalmente la proposta è molto più complessa, specie alla luce di una contemporaneità nella quale l’individualità e la comunicazione personale sono maggiormente compromessi da una pressante omologazione e da una chiusura nei confronti dell’altro. A ben vedere, un dettaglio risulta emblematico alla lettura dell’opera: il “Me” è rinchiuso su se stesso e manchevole di una gamba, una rappresentazione visiva della difficoltà di camminare, muoversi, rapportarsi e aprirsi alla vita.<br />
Il nudo accovacciato rievoca, dunque, solitudine, ma i termini pessimistici sono travalicati da un aspetto fondamentale: l’isolamento del quale è protagonista il soggetto è anche sinonimo di silenzio, in quanto tale araldo d’introspezione in una costante ricerca del sé e, in questo, comprensione dell’altro e dell’esistenza”.</p>
<p>Una vera occasione per ammirare da vicino un opera che racchiude un evento storico, gli ultimi momenti di vita di un popolo alle falde del Vesuvio, l&#8217;opera rievoca la solitudine, l&#8217;isolamento, il silenzio la continua ricerca di se stesso. Le opere di Tiberio Gracco, pittore e scultore nato a Pompei, racchiudono nella loro espressione la vita che scorre fino ai nostri giorni, nella maniera più viva e suggestiva da toccare il cuore e la mente di chiunque osservi con apprezzamento l&#8217;arte presente in esse.</p>
<p><strong>Roberto Vodini </strong></p>
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		<title>Arte a Villa Arbusto:mostra di Giorgio De Chirico.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[  COMPLESSO DI Museale Villa Arbusto LACCO AMENO &#8211; ISOLA D&#8217;ISCHIA Dal 5 GIUGNO &#8211; 18 LUGLIO 2010   Nell&#8217;ambito dell&#8217;evento &#8220;Arte e Musica a Villa Arbusto : dal Barocco storico  Alla Metafisica barocca di Giorgio de Chirico &#8220;, Organizzato e promosso Dal Comune di Lacco Ameno con il  fondamentale contributo della Regione Campania, dal 5 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><strong><img class="size-medium wp-image-105" title="Inaugurazione " src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/06/Inaugurazione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></strong><p class="wp-caption-text">Inaugurazione Mostra &quot;G. De Chirico &quot;a Ischia</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>COMPLESSO DI Museale Villa Arbusto LACCO AMENO &#8211; ISOLA D&#8217;ISCHIA Dal 5 GIUGNO &#8211; 18 LUGLIO 2010  </strong></p>
<p style="text-align: left;">Nell&#8217;ambito dell&#8217;evento <em>&#8220;Arte e Musica a Villa Arbusto : dal Barocco storico  Alla Metafisica barocca di Giorgio de Chirico &#8220;, </em>Organizzato e promosso Dal Comune di Lacco Ameno con il  fondamentale contributo della Regione Campania, dal 5 giugno al 18 luglio, Il Complesso Museale di Villa Arbusto , gia Sede dal 1999 del Museo Civico Archeologico di Pithecusae , ospita un&#8217;importante Mostra di Dipinti e sculture del celebre e geniale artista Giorgio de Chirico (Volos &#8211; Grecia 1888 &#8211; Roma 1978). <span id="more-104"></span>All&#8217;interno della Villetta Detta Gingerò sono esposte ben 33 Opere di cui 5 sculture e 28 quadri della collezione Fondazione Giorgio e Isa De Chirico. L&#8217; Organizzazione Generale dell&#8217;evento è coordinata , dal Comune, dal dott . Gennaro De Siano e dalla dott.ssa Stefania Iapino , mentre l&#8217; allestimento e la Realizzazione della Mostra sono curati Dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, dal  prof. Paolo Picozza , Presidente della Fondazione , e dalla dott.ssa Katherine Robinson, responsabile scientifica della curatela . Il titolo dell&#8217;esposizione , &#8220;<em>De Chirico all&#8217;orizzonte . Un&#8217;odissea di Luce e idee</em>&#8220;, focalizza Il Rapporto di De Chirico con la cultura greca , in Particolare di quella omerica , e dell&#8217;ambito fisico del Mediterraneo, costellato di isole rocciose e di rive , di viaggi e di scoperte , grande bacino di Storia e Cultura del che ha esercitato un ruolo decisivo nella formazione  e nell&#8217;evoluzione spirituale e materiale dell&#8217;artista . </p>
<p style="text-align: left;">Presenti , IL Sindaco di Lacco Ameno Irace , Il Presidente della Fondazione De Chirico Paolo Picozza e la curatrice della Mostra Katherine Robinson. Il Sindaco ha asserito : «L&#8217; idea era di rendere Omaggio al grande artista Giorgio De Chirico nel trentennale della sua morte , e vuole essere  anche un omaggio ad Angelo Rizzoli che per primo intuì le potenzialità turistiche e culturali dell&#8217;Isola » . </p>
<p style="text-align: left;">Gia nel 1958 L&#8217;artista ha esposto le sue opere nel Comune di Lacco Ameno Presso la Galleria d&#8217;arte La Plaza e, per analogia curiosa , si presentano oggi gli stessi temi pittorici . </p>
<p style="text-align: left;">Quale pittore italiano e pricipale esponente della Corrente artistica della pittura metafisica , con la sua genialità  da vita a opere come; C<em>avalli in riva al mare</em>, <em>Le Bagnanti</em>, <em>Le Vite silenti</em> e i quadri della stagione . La migliore produzione pittorica di De Chirico è avvenuta tra 1909 e il 1919, nel periodo dell&#8217; invenzione della pittura metafisica. I quadri di questo periodo sono memorabili per le pose e per gli atteggiamenti evocati dalle immagini nitide . Il 20 novembre 1978, all&#8217;età di 91 Anni , Giorgio De Chirico muore a Roma. Le Sue spoglie conservate sono nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Ripa, a Roma . Un artista,che ha laciato un vero patrimonio d&#8217;arte per le generazioni odierne e future. </p>
<p style="text-align: left;"><strong>Roberto Vodini</strong></p>
</div>
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		<title>Mostra di Leni Riefenstahl a Capri</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 20:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovodini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[ballerina]]></category>
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		<description><![CDATA[  Quaranta rarissime foto scelte dalla  Fondazione Riefenstahl per la mostra di Capri Leni Riefenstahl è tornato a Capri attraverso le sue immagini e l’isola azzurra rende omaggio all’artista scomparsa a 101 anni con una mostra che è stata  inaugurata il 20 maggio alle ore 18 a Palazzo Cerio; il palazzo trecentesco, tempio della cultura caprese a ridosso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><a href="http://campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/Napoli14b.jpg"></a><strong><em> </em></strong></div>
<div><strong><em></p>
<div id="attachment_136" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/Riefenstahl-Leni.jpg"><img class="size-medium wp-image-136" title="Riefenstahl-Leni" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/Riefenstahl-Leni-300x197.jpg" alt="foto Leni" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Riefenstahl-Leni</p></div>
<p>Quaranta rarissime foto scelte dalla  Fondazione Riefenstahl per la mostra di Capri</em></strong></div>
<p>Leni Riefenstahl è tornato a Capri attraverso le sue immagini e l’isola azzurra rende omaggio all’artista scomparsa a 101 anni con una mostra che è stata  inaugurata il 20 maggio alle ore 18 a Palazzo Cerio; il palazzo trecentesco, tempio della cultura caprese a ridosso della piazzetta dove è possibile, sino a Domenica 30 Maggio, ammirare le quaranta rarissime foto che la Fondazione Riefenstahl ha scelto per la mostra di Capri. <span id="more-20"></span><strong>Helene Bertha Amalia Riefenstahl</strong> detta <strong>Leni</strong> (Berlino, 22 agosto 1902 – Pöcking, 8 settembre 2003) è stata una regista e fotografa tedesca. Celebre soprattutto come autrice di documentari e film che esaltavano il regime nazista e che le assicurarono una posizione di primo piano nella cinematografia tedesca del suo tempo. In seguito autrice di opere sulle culture tradizionali africane e sulla biologia marina.Un percorso di immagini dunque che appartengono alla “quarta e quinta vita” dell’artista berlinese che con il suo obiettivo negli anni Sessanta fissò per la prima volta il mondo dei Nuba.</p>
<p>Un popolo di oltre un milione di persone che vive nel Sudan meridionale e che fu il soggetto delle foto che la Riefenstahl scattò durante la sua lunga permanenza in quella nazione. La “quinta vita” di Leni Riefenstahl, invece, fu caratterizzata dai fondali marini dove, a oltre settanta anni, trovò una felicità perduta che la portò a scoprire “la leggerezza dell’anima”. Le quaranta foto della Riefenstahl ci raccontano, appunto, il percorso della vita della ballerina, coreografa, attrice, regista e infine fotografa tedesca sempre tenacemente alla ricerca di un’estetica che si impone nella sua originalità. E il legame con Capri, la sua “isola fantastica e delle favole” fu il suo ultimo tentativo di immortalare con un’opera mai realizzata la bellezza che le ispirava “l’isola dalla luce blu”.</p>
<p>All’evento del 20 maggio scorso, promosso e patrocinato dal comune di Capri in collaborazione con il Centro Caprense Ignazio Cerio, giorno dell’inaugurazione della mostra, erano presenti numerose personalità del mondo culturale italiano e tedesco. A rappresentare la Fondazione Riefenstahl Horst Kettner, marito e collaboratore per oltre quaranta anni della Riefenstahl e Gisela Hahn, segretaria della Fondazione e per venti anni collaboratrice dell’artista nella stesura delle sue memorie. Con loro l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Michael Steiner, il console Christian Much e la direttrice dell’Istituto Goethe di Napoli Maria Carmen Morese. A dare loro il benvenuto è stato il sindaco di Capri Ciro Lembo con il vicesindaco e assessore alla cultura Marino Lembo e il presidente del Centro Cerio Filippo Barattolo. A “narrare” la mostra e il percorso artistico della Riefenstahl  è stato il professor Renato Esposito, germanista e amico personale dell’artista.</p>
<div><strong>Roberto Vodini<br />
</strong></div>
<p><a href="http://campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/05/Napoli14b.jpg"></a></p>
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