<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CampaniaArtMagazine &#187; MiTrimarco</title>
	<atom:link href="http://www.campaniaartmagazine.it/author/mitrimarco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.campaniaartmagazine.it</link>
	<description>Rivista Arte e Cultura della Campania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 21 Jan 2011 18:06:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>I Conti di Modica  sbarcano in Campania</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/12/06/i-conti-di-modica-sbarcano-in-campania/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/12/06/i-conti-di-modica-sbarcano-in-campania/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 09:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cerasuolo di vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[diamante]]></category>
		<category><![CDATA[nomi di fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[pinot nero]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=558</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 23 novembre l’Azienda Conti di Modica è sbarcata in Campania e precisamente a Trecase presso il ristorante Villa Agostina.Serata interessante per la degustazione guidata di sei vini e dei prodotti tipici offerti dalla proprietà arrivati direttamente da Alcamo.Organizzatori dell’evento Dario Duro esperto di enogastronomia a 360° e Michele Trimarco referente per la Campania dell’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-560" title="conti modica" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/12/conti-modica-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" />Martedì 23 novembre l’Azienda Conti di Modica è sbarcata in Campania e precisamente a Trecase presso il ristorante Villa Agostina.Serata interessante per la degustazione guidata di sei vini e dei prodotti tipici offerti dalla proprietà arrivati direttamente da Alcamo.Organizzatori dell’evento Dario Duro esperto di enogastronomia a 360° e Michele Trimarco referente per la Campania dell’ Azienda, con la collaborazione del patron di Villa Agostina Cosimo Morga.La serata iniziata con ritardo per la pioggia abbondante che ha accompagnato gli ospiti anche per il ritorno a casa.Dopo i saluti di benvenuto da parte del direttore di Villa Agostina si è passati alla presentazione dell’azienda con il Dott.Stefano Cruciata uno degli undici soci di questa nuova realtà immersa nel cuore del territorio della DOC Alcamo,situata a Valle del Monte Bonifato tra la Riserva Naturale dello Zingaro e il Tempio Dorico di Segesta .L’enologo Dott.Guido Grillo ha illustrato il lungo lavoro razionale fatto, per la scelta delle migliori aree dove si sono impiantati i vigneti con cultivar sia autoctone come il Nero d’Avola,il Grillo,l’Inzolia,ilCatarratto,il Frappato,tutte uve che entrano come uvaggio anche in altre Doc più blasonate come il Marsala,il Cerasuolo di Vittoria Docg,ecc.rispettando la tradizione,ma con l’idea dell’innovazione e sia internazionali come Shiraz,Merlot,Chardonnay,Pinot nero e Grigio,Muller thurgau,ecc.dove hanno trovato un habitat ideale per il loro sviluppo e dando ai vini tutto il calore e il colore del sole della terra di Sicilia,nonostante questi vitigni sono di origine nordica.Ottimi i risultati raggiunti ,con prodotti inimmaginabili qualche decennio fa.I vini lavorati in azienda sono ben 15 tra bianchi ,spumante,rosato, rosso,rosso invecchiato,passito,tutti con nomi di fantasia,ammalianti ,come Malhìa,Disìo,Tesère,non potevano mancare  Isabella e Manfredi, i Conti di Modica ,che rappresentano le punte di diamante dei vini dell’azienda.Si è passati alle degustazioni dei vini  guidate dal Sommelier Michele Trimarco ,iniziando dal Tesère bianco,vino beverino,fresco, molto giovanile, prodotto da uve Catarratto e Chardonnay,poi si e proseguiti con l’Alcamo Doc bianco,più consistente,intenso, rotondo con profumi floreali e minerali,Catarratto in purezza,infine Isabella bianco caldo,pieno,morbido dai profumi intensi, floreali e fruttati esotici,nonché minerale, avvolgente,ricco.Dopo un break musicale si è passati ai rossi, dal Malhìa, nero d’Avola in purezza  ,all’Alcamo Doc ,due vini interessanti dallo stesso vitigno ma con caratteri e profumi diversi,infine il Manfredi bel vino da arrosti di carne e formaggi stagionati,intenso,complesso,robusto,pieno Syrah e Merlot sono i vitigni,sicuramente farà parlare di se a lungo per adesso è considerato il primo vino rosso siciliano di fresca nomina.La serata si è conclusa con la Regina dei dolci Siciliani la Cassata che ha avuto il consenso unanime di tutti i presenti.Finale spiritoso con le grappe dell’azienda Mazzetti d’Altavilla, anch’essa ottima azienda piemontese della provincia di Alessandria.Musica e Posteggia napoletana hanno allietato la serata.In sala erano presenti  alcune associazioni di categoria come l’ADA(direttori di Albergo),l’Amira(ass.Maitre),l’Associazione dei pizzaioli ,l’AIS Comuni Vesuviani, la sig.raMarilanda Maiello organizzatrice di eventi,giornalisti enogastronomici,l’attore Biagio Gragnaniello,Vito Cerbone noto fotoreporter dei vip,radio Punto Nuovo con il Vice direttore Gianni Esposito,Salvatore Franchini direttore di Campania Art Magazine giornale on Line ,l’Agenzia Palmieri&amp;Duro che con le hostess ha reso più piacevole la serata.Ad maiora</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=558&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/12/06/i-conti-di-modica-sbarcano-in-campania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A cena: il vino lo sceglie lei</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/a-cena-il-vino-lo-sceglie-lei/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/a-cena-il-vino-lo-sceglie-lei/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[la scelta delle donne vino]]></category>
		<category><![CDATA[nature neuroscience]]></category>
		<category><![CDATA[tendenza donne vino]]></category>
		<category><![CDATA[vini bianchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=410</guid>
		<description><![CDATA[  Negli ultimi anni stiamo assistendo a numerosi cambiamenti nel mondo del vino,uno di questi riguarda le donne e il loro rapporto con questa bevanda.L&#8217;evoluzione di questo aspetto riguarda in particolare il loro progressivo avvicinamento alla cultura del vino.Fenomeno che si potrebbe definire inevitabile per la sensibilità che è intrinseca nelle donne e che le aiuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img class="aligncenter size-full wp-image-413" title="donne vino" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/donne-vino.jpg" alt="donne vino" width="240" height="160" /> Negli ultimi anni stiamo assistendo a numerosi cambiamenti nel mondo del vino,uno di questi riguarda le donne e il loro rapporto con questa bevanda.L&#8217;evoluzione di questo aspetto riguarda in particolare il loro progressivo avvicinamento alla cultura del vino.Fenomeno che si potrebbe definire inevitabile per la sensibilità che è intrinseca nelle donne e che le aiuta a cogliere le sfumature dei profumi,dei colori,degli aromi.<span id="more-410"></span>Uno studio pubblicato su una nota rivista scientifica “Nature Neuroscience”da alcuni ricercatori di Filadelfia(USA),afferma che le donne possono allenare il loro naso a riconoscere alcuni odori e questa aumentata sensibilità conferisce loro vantaggi specifici”come un&#8217;accresciuta abilità a trovare il compagno ,a riconoscere la prole,a individuare il cibo e ad evitare l&#8217;esposizione a sostanze tossiche”.Insomma, le donne sono decisamente le più brave a riconoscere gli aromi:la statistica ce lo dice con un livello di confidenza che addirittura supera il 99%.Una spiegazione è data dalla tendenza delle donne ad usare di più l&#8217;emisfero destro,la parte del nostro cervello maggiormente emotiva e collegata all&#8217;elaborazione degli stimoli olfattivi e riescono ad interagire meglio con il linguaggio.Il risultato rivela che mentre molti maschi tendono a trovare nelle immagini dei punti di riferimento(caratteristica peculiare degli uomini),le donne raggiungono più rapidamente il verdetto senza commettere grossi errori.Generalmente l&#8217;età d&#8217;ingresso al consumo di vino per le donne è attorno ai 20 anni.Tendono a preferire i vini fruttati,gli spumanti e più in generale tutte le tipologie dei vini bianchi e quando chiedono il rosso (sempre più frequentemente )lo desiderano strutturato ,elegante e con un ampio bouquet.Insomma se è uso comune pensare che la donna beva solo vini dolci,leggeri e preferibilmente bianchi,non corrisponde a verità.L&#8217;identikit è piuttosto definito:se è giovane,colta,beve poco, ma bene,mentre con l&#8217;innalzarsi dell&#8217;età cresce la sua attenzione al prezzo.Sempre più vedono il vino come uno strumento di socializzazione ed il loro potere di decidere cosa bere va aumentando.Quindi non c&#8217;è da meravigliarsi se uscendo a cena con una donna,il vino lo sceglierà lei.Una scelta ragionata e competente.Nel 60% dei casi, la scelta della bottiglia o del calice viene fatta dalla donna,nel 40% dall&#8217;accompagnatore.Il ricorso al sommelier o all&#8217;esperto ,aumenta se le donne sono da sole in enoteca.Le amiche chiedono consiglio nel 65% dei casi,nel 35% sanno già cosa vogliono o lo scelgono da sole dalla lista. Intervistando alcuni operatori,è emerso che le donne acquistano e bevono vino soprattutto per piacere ed in abbinamento con i cibi,dimostrando una forte propensione all&#8217;apprendimento delle tecniche di degustazione,non a caso le troviamo sempre più numerose ai corsi di degustazione,ma anche a dirigere aziende vitivinicole,infatti il 25% delle imprese in Italia sono gestite da donne,il 10% inEuropa.Donne e vino un connubio di successo,”l&#8217;altra metà”della cantina e della vigna,è oggi una presenza importante nella filiera vitivinicola e nei settori confinanti con essa.Produttrici,enotecarie,sommelier,giornaliste eno-gastronomiche,sono loro che occupando ruoli di alta responsabilità si ritagliano uno spazio di direzione,in un mondo storicamente “maschile”.Il mondo della terra è sempre stato appannaggio delle donne,certo il loro ruolo era nascosto,quasi invisibile,ma economicamente fondamentale.Le donne gestivano l&#8217;amministrazione dei conti familiari e aziendali,Oggi invece la visibilità è maggiore,non solo perchè hanno preso consapevolezza delle loro capacità imprenditoriali,ma anche perchè la loro gestione di patrimoni e aziende vitivinicole dimostra professionalità,competenza e qualità.La donna è il nuovo protagonista del mercato del vino,ma anche nel turismo, è ormai una grande opinion leader.Si trovano persino agenzie che organizzano viaggi,incontri e degustazioni riservate alle donne appassionate di grandi vini.Infine ,tra i motivi di questa impennata del consumo femminile,sembra esserci anche quello legato alla conoscenza diffusa che un bicchiere di vino rappresenti un&#8217;ottima arma per perdere peso.Una consapevolezza scientificamente provata della capacità del vino di regolare naturalmente il metabolismo di oli e grassi.</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=410&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/a-cena-il-vino-lo-sceglie-lei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Garum alla Colatura di alici</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/dal-garum-alla-colatura-di-alici/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/dal-garum-alla-colatura-di-alici/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cetara]]></category>
		<category><![CDATA[garum alla colatura alici]]></category>
		<category><![CDATA[golfo di salerno]]></category>
		<category><![CDATA[pesca delle alici]]></category>
		<category><![CDATA[tonno rosso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=403</guid>
		<description><![CDATA[Cetara ,borgo marinaro,in provincia di Salerno “patrimonio dell&#8217;umanità “cosi battezzata dall&#8217;Unesco,un fazzoletto di terra in cui sono racchiuse bellezze ambientali,architettoniche,gastronomiche ,a far da cornice la Divina Costiera Amalfitana.L&#8217;attività prevalente è la pesca in particolare le alici,che in questa zona sono le migliori ,sia qualitativamente e sia come saporosità.La pesca delle alici risulta nel corso dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-404" title="colatura alici" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/09/colatura-alici-240x300.jpg" alt="colatura alici" width="240" height="300" />Cetara ,borgo marinaro,in provincia di Salerno “patrimonio dell&#8217;umanità “cosi battezzata dall&#8217;Unesco,un fazzoletto di terra in cui sono racchiuse bellezze ambientali,architettoniche,gastronomiche ,a far da cornice la Divina Costiera Amalfitana.L&#8217;attività prevalente è la pesca in particolare le alici,che in questa zona sono le migliori ,sia qualitativamente e sia come saporosità.<span id="more-403"></span>La pesca delle alici risulta nel corso dei secoli,l&#8217;attività più diffusa dei cetaresi,abili pescatori, che si tramandano di generazione in generazione un tradizionale metodo di salatura delle alici.</p>
<p>In passato era la marineria più importante e consistente nel golfo di Salerno con più di 20 lampare (barche di pescatori)che pescavano  di notte ingenti quantità di alici.Oggi oltre alle alici,si dedicano anche alla pesca del tonno rosso,prevalentemente destinato ai mercati asiatici.Come dicevo prima,i pescatori cetaresi abili nel conservare le alici con la salagione hanno scoperto che il liquido che usciva  da esse con la maturazione e la macerazione sotto sale,con qualche accorgimento particolare,frutto dell&#8217;esperienza maturata, poteva dare ricchezza al paese.Definita “la colatura delle alici”è il nobile discendente del Garum romano,menzionato da Plinio,usato da Apicio come salsa nei suoi banchetti.Oggi la Colatura delle alici differisce dal Garum in quanto esso era una salsa cremosa di pesce,ottenuta dalla macerazione di strati alternati di pesci piccoli interi e grandi tagliati a pezzetti(forse sgombri o tonni) con strati di erbe aromatiche tritate,il tutto ricoperto da sale grosso.La colatura delle alici è un liquido ambrato ottenuto dal processo di maturazione delle alici sotto sale.Queste sono pescate esclusivamente nel golfo di Salerno con la tecnica del “cianciolo”,( le barche usate dette “lampare”),nel periodo primaverile estivo che va da fine marzo  a fine luglio,in questo periodo le alici hanno un contenuto di grassi basso e sono particolarmente adatte alla salagione.Appena pescate vengono sottoposte a decapitazione ed eviscerazione(scapezzate) a mano e sistemate con la classica tecnica “testa-coda” a strati alterni di sale e alici,in un apposito contenitore in legno di castagno,”il Terzigno”(un terzo di botte).Completati gli strati,il contenitore viene coperto con un disco di legno(il tompagno) sul quale si collocano dei pesi(pietre marine).Per effetto della pressatura e della maturazione delle alici,un liquido comincia ad affiorare in superficie.Raccolto progressivamente viene concentrato naturalmente con esposizione al sole.Al termine del processo di maturazione delle alici di (circa 4-5 mesi) in genere tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre,avviene l&#8217;ultima fase,il liquido raccolto durante  tutto il periodo viene versato nel terzigno e attraversando i vari strati ne raccoglie il meglio delle caratteristiche organolettiche,viene poi recuperato facendo un foro sotto il terzigno con un attrezzo detto “vriale”e a goccia a goccia viene raccolto in un altro recipiente.Il risultato di tutto questo lavoro è un liquido limpido,di colore ambrato carico,dal sapore deciso,salato che conserva intatto l&#8217;aroma della materia prima,le alici salate.Agli inizi di dicembre la colatura è pronta per condire il piatto forte delle feste natalizie. E&#8217; tradizione che ogni famiglia del luogo la usi per condire gli spaghetti o linguine nelle cene della vigilia. La colatura è un condimento peculiare che può essere anche usato per insaporire,al posto del sale e con il suo aroma inconfondibile, primi piatti e verdure fresche o lessate. La colatura delle alici di Cetara è inserita nello speciale elenco del Ministero delle politiche agricole dei prodotti agroalimentari tradizionali da tutelare e da salvaguardare. Buon appetito!</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=403&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/09/08/dal-garum-alla-colatura-di-alici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grappa:Innanzitutto un fatto di stile</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/grappainnanzitutto-un-fatto-di-stile/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/grappainnanzitutto-un-fatto-di-stile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[aromi]]></category>
		<category><![CDATA[erbe]]></category>
		<category><![CDATA[grappa]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=257</guid>
		<description><![CDATA[La grappa è un’acquavite unica al mondo ed esclusivamente italiana che si ricava dalle bucce degli acini d’uva separate dal mosto o dal vino al termine della fermentazione alcolica.Questo fatto ne determina in modo inequivocabile il carattere,la storia,la tecnologia,la difficoltà nella produzione e quindi la preziosità.La grappa ha quindi il privilegio di essere ricavata dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-258" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/cotta-delle-vinacce-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" />La grappa è un’acquavite unica al mondo ed esclusivamente italiana che si ricava dalle bucce degli acini d’uva separate dal mosto o dal vino al termine della fermentazione alcolica.Questo fatto ne determina in modo inequivocabile il carattere,la storia,la tecnologia,la difficoltà nella produzione e quindi la preziosità.La grappa ha quindi il privilegio di essere ricavata dalla parte più aromatica dell’acino d’uva:la buccia,ma sopporta parallelamente gli oneri di una materia prima difficilissima da conservare e parimenti ostica da distillare.<span id="more-257"></span>Per questo in un bicchierino di grappa ,è racchiusa un’arte antica in continua evoluzione,un’arte capace di riportare immediatamente alla natura,alla civiltà rurale,al vigneto e al ribollire dei tini. Ma cos’è veramente la grappa secondo la legge:è una bevanda spiritosa ottenuta da vinacce italiane fermentate e distillate direttamente mediante vapore acqueo oppure dopo l’aggiunta di acqua e con eventuale aggiunta di feccia,quest’ultimo  componente che rientra per un massimo del 25% è molto importante per rafforzare i profumi del prodotto.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-259" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/distilleria-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />La grappa denominazione solo italiana, quando esce dall’alambicco è bianca,pura, non a caso è definita <strong>acquavite</strong> ,proprio per la sua purezza ,franchezza, è deve essere brillante,una lieve velatura è sintomo di qualche imperfezione nella distillazione.E’ definita <strong>giovane</strong> se ha questi requisiti e può essere bevuta già dopo qualche mese,è considerata <strong>affinata in legno</strong> se rimane nei contenitori dai 6 ai 12 mesi a maturare,abbiamo poi <strong>le invecchiate o vecchie</strong> se rimangono nelle botti per un minimo di 12 mesi,infine abbiamo la <strong>stravecchia o riserva</strong> in cui la grappa rimane per un minimo di 18 mesi in botte di legno.Altra categoria molto apprezzata sono le grappe <strong>aromatizzate</strong>,cioè quelle grappe a cui per infusione sono state aggiunte degli aromi di erbe,spezie o altro.L’invecchiamento della grappa è considerato solo il periodo di permanenza in legno ,in cui essa subisce numerose modificazioni grazie alla cessione di sostanze nobili da parte del legno e ad una serie di reazioni chimiche che nel tempo si hanno,arrotondando anche le spigolosità che una grappa giovane all’inizio  può avere.I legni usati per le botti, normalmente ,sono il <strong>rovere francese,</strong>ma si usano anche il frassino,il gelso,il melo,il ciliegio,il mandorlo ecc.questi legni oltre agli aromi,danno anche il colore ,ecco perchè le invecchiate hanno sempre un colore diverso.Questa è la grappa, un miracolo , un’arte e una tradizione tutta italiana,nata dalla Scuola Medica Salernitana esportata al Nord e perfezionata.</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=257&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/grappainnanzitutto-un-fatto-di-stile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nobile arte dell&#8217;assaggio</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/la-nobile-arte-dellassaggio/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/la-nobile-arte-dellassaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[assaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bevanda]]></category>
		<category><![CDATA[gusto]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[sapore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=252</guid>
		<description><![CDATA[Assaggiare non vuol dire solo degustare,ma anche apprendere,se so già tutto a cosa mi serve di assaggiare? Il vocabolario della lingua italiana ,alla voce “assaggiare”dice”gustare un cibo o una bevanda in quantità limitata,quanto basta per avvertirne il sapore”.Alla voce”sapore”troviamo la sensazione del gusto.Purtroppo anche il vocabolario è molto limitato,in quanto non considera la parte fondamentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-262" href="http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/la-nobile-arte-dellassaggio/assaggio/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-262" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/assaggio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Assaggiare non vuol dire solo degustare,ma anche apprendere,se so già tutto a cosa mi serve di assaggiare?</p>
<p>Il vocabolario della lingua italiana ,alla voce “assaggiare”dice”gustare un cibo o una bevanda in quantità limitata,quanto basta per avvertirne il sapore”.Alla voce”sapore”troviamo la sensazione del gusto.Purtroppo anche il vocabolario è molto limitato,in quanto non considera la parte fondamentale dell&#8217;azione e cioè l&#8217;annusare,il fiutare e il relativo senso dell&#8217;olfatto.<span id="more-252"></span>Ormai dimenticato e bistrattato,questo nostro grande senso sta perdendo il potere che aveva in passato.Dall&#8217;essere l&#8217;unico grande regolatore delle azioni verso il pericolo o altri eventi,è ormai relegato alla semplice percezione delle nuvole di profumo non ben specificate che attorniano ogni bipede pensante.Adesso tutto è immagine,forma,colori,rumori,cosi non si entra più nell&#8217;intimità delle cose.Oggi l&#8217;incontro tra sessi è stimolato prima di tutto dalla lunghezza di una gonna o dall&#8217;ampiezza di una scollatura,i ferormoni non li sente più nessuno,perchè inquinati da altro.Peccato,hanno vinto quelli del piano di sopra(gli occhi).Avevamo una straordinaria dotazione di strumenti per penetrare il mondo e li abbiamo persi,dimenticati,licenziati,ma per fortuna la situazione non è ancora perduta.Proviamo a ritornare un po’ bambini e a lasciarci invadere dalle emozioni.</p>
<p>Ma perché si assaggia?Prendiamo l’esempio del vino,una bottiglia di vino,rappresenta la sintesi del perfetto equilibrio tra la natura,la mano dell’uomo e la tecnica .La funzione dell’assaggiatore è quella di verificare che il vino che si andrà a degustare abbia raggiunto questa armonia dal punto di vista visivo,olfattivo e gustativo.Il rapporto che si crea tra l’assaggiatore e il vino deve basarsi sul “rispetto”e sulla massima competenza,affinchè anche la più semplice valutazione sia frutto di un serio,costante e corretto lavoro e non sia,al contrario,superficiale e approssimata. Si assaggia quindi per conoscere a fondo il mondo racchiuso nella bottiglia,per valutare se il contenuto è effettivamente valido e se rispetta le caratteristiche della sua origine.L’assaggiatore attento dovrà anche essere in grado di percepire e valutare la sua evoluzione nel tempo e quindi prevedere il suo grado di invecchiamento.Per poter fare questo c’è bisogno di un ambiente idoneo,pulito,senza odori,luminoso,con pareti dai colori tenui,riscaldato al punto giusto e con una buona aereazione.L’assaggiatore per fare un buon assaggio deve attenersi a delle regole:almeno un’ora prima deve astenersi dal mangiare,non fumare,non usare profumi e saponi intensi,non bere alcolici e caffè;dotarsi degli strumenti di lavoro.E’ un lavoro certosino,dietro le quinte,lontano da tutti ,ma importante.Il suo habitat è la cantina o un laboratorio.Diverso è invece il ruolo del Degustatore o Sommelier,la cui arte è più appariscente,fa più scena, perché vive a contatto con il pubblico in sala,la sua arte è quella di far star bene a tavola i commensali guidandoli nell’affascinante mondo dei vini,al fine di ottenere e consigliare il migliore abbinamento con le pietanze.Un noto psicologo lo ha definito”il professionista della felicità”.Saper usare al meglio i propri sensi significa saper scegliere meglio ciò che si mangia e si beve e in definitiva vivere meglio.Proprio i nostri sensi :vista,olfatto,gusto,tatto,udito sono il laboratorio per questo tipo di analisi,senza di loro non riusciremmo a fare niente e il mondo che ci circonda sarebbe piatto,senza emozioni.Tutto è fondato sulle sensazioni,cioè di un evento privato non trasmissibile direttamente fra due persone(es.la pressione di un’ala di una farfalla sul nostro braccio può essere descritta con tutti i termini possibili,ma non saremo mai in grado di far provare ad un’altra persona la nostra sensazione).Per poter far questo bisogna usare un altro termine, la percezione,cioè l’interpretrazione e identificazione delle sensazioni attraverso l’esperienza e la memoria.</p>
<p>Così possiamo dire che con la vista abbiamo sensazioni visive e interpretiamo la limpidezza,il colore,la consistenza,le anomalie.Con l’olfatto quantizziamo i profumi e la loro evoluzione,definiamo la qualità di un prodotto.La bocca nell’insieme sembra essere l’organo più importante,più appariscente, per la sua sensualità,ma meno interessante ai fini di una degustazione.Non dimentichiamoci dell’udito anch’esso importante perché impegnato a sentire i rumori,i suoni,la consistenza di un prodotto (vino,olio…).Molto più interessante è la parte retro-olfattiva in cui percepiamo gli aromi ,rappresenta la prova del nove di tutta la degustazione.Possiamo concludere dicendo che il mondo della sensorialità è affascinante perché ci procura emozioni ed il vino a pieno titolo è uno degli attori principali.Il vino va bevuto sempre in compagnia,da soli è triste,si beve troppo e male.Stappare una bella bottiglia con gli amici è il massimo,vicino ad un caminetto con una donna ,è seducente e sensuale e sicuramente ci procurerà sensazioni,emozioni che rimangono impresse per sempre nella nostra mente e se le descriviamo non potranno essere vissute allo stesso modo da chi ci ascolta.Che si è perso!</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=252&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/la-nobile-arte-dellassaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il piacere di un attimo,che rimane a lungo:a tazzulella ‘e cafè</title>
		<link>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/il-piacere-di-un-attimoche-rimane-a-lungoa-tazzulella-%e2%80%98e-cafe/</link>
		<comments>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/il-piacere-di-un-attimoche-rimane-a-lungoa-tazzulella-%e2%80%98e-cafe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MiTrimarco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[al bar]]></category>
		<category><![CDATA[caffè espresso]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[l espresso]]></category>
		<category><![CDATA[nord europa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campaniaartmagazine.it/?p=242</guid>
		<description><![CDATA[La dimensione del caffè espresso è :l’attimo,alcuni brevi ,ma intensi, sorsi di piacere che diventano una pausa di tranquillità,di gioia e di ricarica, da desiderare ogni giorno. Due soli gli ingredienti :l’acqua e la polvere del caffè tostato e macinato. Questa semplicità ,dà vita ad una tazzina di caffè,ricca di aromi e di gusto. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-243" href="http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/il-piacere-di-un-attimoche-rimane-a-lungoa-tazzulella-%e2%80%98e-cafe/a-tazzulella-e-cafe/"><img class="aligncenter size-full wp-image-243" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/a-tazzulella-e-cafè.jpg" alt="" width="220" height="165" /></a>La dimensione del caffè espresso è :l’attimo,alcuni brevi ,ma intensi, sorsi di piacere che diventano una pausa di tranquillità,di gioia e di ricarica, da desiderare ogni giorno. Due soli gli ingredienti :l’acqua e la polvere del caffè tostato e macinato. Questa semplicità ,dà vita ad una tazzina di caffè,ricca di aromi e di gusto. Il perché di  tanto  successo nel mondo, è perché va oltre la tazzina di caffè,è una bevanda che accarezza i sensi,stimola la mente e la creatività,favorisce la socialità,tutti effetti che durano a lungo,ben oltre l’attimo. Se la cultura del caffè era nota nell’Europa occidentale del ‘700, oggi è diffusa in tutto il mondo,pur con molte differenze di preparazioni e di abitudini di consumo.<span id="more-242"></span> Il maggior paese consumatore , gli USA col 16% del totale mondiale,seguiti dal Brasile  maggior produttore con 11%. Ma il record del consumo procapite è a sorpresa ,quello del Nord Europa.In Finlandia,Danimarca e Svezia,non solo si beve molto caffè,ma si presta molta attenzione alla provenienza e alle varietà ,prediligendo il caffè a tostatura più chiara preparato più lungo. Al contrario nei paesi del Sud dove il caffè è soprattutto un rito sociale , viene spesso bevuto a fine pasto,nell’Europa del Centro e del Nord è soprattutto un momento familiare di metà mattina o pomeriggio preparando la tavola con panini e dolci. Ai giovani di tutto il mondo invece piace sempre più l’espresso bevuto al bar o gustato come una specialità anche al ristorante. L’Italia patria dell’espresso, il paese dei bar, è al decimo posto nel consumo ,ma è tra i maggiori esportatori di caffè torrefatto. Anche la Francia ama l’espresso,ma meno forte che in Italia e ne fa l’elemento centrale della colazione mattutina insieme a baguette e croissant. A New York si prende anche per strada, lungo,nelle tazze di carta,a Tokio lo si beve ai distributori diffusi ovunque,in Germania si usa bere il caffè in piedi velocemente al bar convinti che aumenta la lucidità e la concentrazione al lavoro,stimola la creatività, evoca sensazioni e ricordi. Il merito è si della caffeina contenuta nell’espresso in dosi molto basse,ma soprattutto dell’aroma e del corpo. Se l’aroma è l’insieme dei profumi che si sprigionano dalla tazzina,il corpo è la percezione tattile di un velluto tra lingua e palato. Ogni aroma agisce sulla memoria personale,suscitando ricordi,associazioni,evocazioni. Degustare,cioè imparare a bere con consapevolezza un espresso,è soprattutto un percorso attraverso i sensi. Degustare è molto più del semplice gustare,significa godere due volte,ampliare la propria sfera percettiva e sensoriale,viaggiare nella memoria e nell’immaginazione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-247" href="http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/il-piacere-di-un-attimoche-rimane-a-lungoa-tazzulella-%e2%80%98e-cafe/pianta-di-caffe-in-brasile/"><img class="alignleft size-full wp-image-247" src="http://www.campaniaartmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/pianta-di-caffè-in-Brasile.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Dal punto di vista tecnico l’espresso si beve caldissimo,senza zucchero,perché se fatto bene vi è già il giusto equilibrio naturale dolce-amaro. Si lascia scorrere per tutto il palato cominciando a scoprire gli aromi,le sensazioni,le caratteristiche delle varietà. Alla fine è il gusto pieno,dolce e profumato a rimanere in noi. Nel mescolare il caffè nella tazzina,già scopriamo la consistenza,al primo sorso percepiamo il corpo,quella piacevole sensazione di rotondità e cremosità. Quando l’espresso è fatto a regola d’arte,il caffè scivola in bocca e l’accarezza  come un velluto. Odorando, oltre al ventaglio di profumi,ci appaga una sensazione  di  pulizia, di  finezza e di equilibrio fra gli aromi ,in particolare la nota tostata che non deve coprirli. Un espresso lo si guarda:la crema deve essere, di colore nocciola a tonalità più intense,densa, a trama sottile e deve durare anche quando lo zucchero scende lentamente nella tazzina per poi ricomporsi dopo aver girato con il cucchiaino. E a Napoli ?La famosa “tazzulella”rappresenta qualcosa di irrinunciabile,è nel DNA dei Napoletani ma anche della Campania tutta. Ogni momento è quello giusto. E’ la prima cosa che si fa al mattino per un dolce risveglio,ma è anche il primo invito che facciamo ad un ospite;compagno nella pausa  lavoro e del fino pasto. L’espresso è una tazzina di caffè preparata al momento, per essere consumata subito. L’espresso napoletano si beve caldissimo, in piedi e con un bicchier d’acqua. Dal punto di vista salutistico il caffè è un alimento nervino,aiuta la respirazione e la digestione,attenua il senso di fame,spesso è un buon rimedio contro il mal di testa. Il caffè contiene antiossidanti che contribuiscono ad eliminare i radicali liberi. A Napoli il caffè ha trovato il suo habitat ideale ,tanto da essere una tipicità popolare, apprezzato dalla nobiltà e dalla gente comune ,è stato l’ispiratore di canzoni ,di commedie,di film ,di artisti napoletani e non, testimoni che non c’è luogo e tempo per degustare una tazzina di caffè.</p>
<p><strong>Michele Trimarco</strong></p>
<img src="http://www.campaniaartmagazine.it/?ak_action=api_record_view&id=242&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campaniaartmagazine.it/2010/07/08/il-piacere-di-un-attimoche-rimane-a-lungoa-tazzulella-%e2%80%98e-cafe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

